Domenica 13 settembre al Roberto Carni la “leggendaria” partita tra le squadre di Gaetano Guarino e Christian Accatino. Ingresso gratuito e raccolta di offerte a favore della Scuola Materna Camossi
Se pensavate che il tamburello a muro fosse solo una questione di titoli regionali o di antiche rivalità sportive, non avete ancora fatto i conti con la colossale goliardata che si appresta a infiammare la piazza di Moncalvo.
Domenica 13 settembre, alle ore 15:00, andrà in scena al Roberto Carni un duello d'altri tempi che profuma di Don Camillo e Peppone. Da una parte Gaetano Guarino, il barbiere, già allevatore di cavalli e personaggio di riferimento della vita moncalvese; dall'altra Christian Accatino, l'uomo che disseta il paese come distributore di acque e bibite.
Abbiamo incontrato i protagonisti di questa sfida epica e il vulcanico team manager per la squadra del Bibitaro, nonché storico dirigente del tamburello, Enrico Bacchiella. Tra risate, retroscena surreali e bizzarre sessioni di allenamento, ecco com'è nata "la sfida delle sfide".
Tutto è nato al Bar Roma
Come ogni grande impresa italiana, la scintilla non è scoccata in un asettico ufficio federale, ma davanti al bancone del bar.
Enrico Bacchiella: «Questa mega goliardata è stata studiata a tavolino al Bar Roma. Per una decina di giorni, tra le 7:00 e le 7:30 del mattino, mentre c'era chi pigliava il cappuccino e chi il caffè con brioche, abbiamo messo a punto il piano. Eravamo tutti lucidissimi, niente alcolici, solo caffeina pura! Ed è per questo che la proprietaria del bar, Stefania, che ha dovuto sciropparsi tutte queste chiacchiere mattutine, darà ufficialmente il fischio d'inizio!».
Ma qual è la vera scintilla che ha dato fuoco alle polveri? La solita, adorabile provocazione da bar. Gaetano Guarino, che non ha mai toccato un tamburello in vita sua, ha lanciato il guanto di sfida a Accatino, da sempre immerso in questo sport.
«Caro Christian – gli ha detto il barbiere - è una vita che ci sei dentro e non hai mai vinto un bel niente! Scommetto che se io faccio una squadra e tu ne metti contro un'altra riesco a batterti, anche se di tamburello non ho mai pagato un biglietto. Voglio dimostrarti che nel momento in cui decido di fare una cosa, sono semplicemente più bravo di te».
La fazione del barbiere
Capitano: Gaetano Guarino
Coach d'eccezione: Fulvio Natta (l'asso pigliatutto di Grazzano Badoglio, campione d'Italia di tamburello a muro col Rocca d'Arazzo).
La squadra: Manuele Tirico, Elia Volpe, Federico Belvisotti, Nicolas Accomasso, Gabriele Stetco, Lele Bella.
La fazione del bibitaro
Capitano: Christian Accatino.
Coach: Mimmo Basso (il celebre presidente del Comitato Provinciale della Federazione Tamburello).
Team Manager: Enrico Bacchiella (storico e inossidabile dirigente del tamburello locale, provinciale e pure nazionale)
La squadra: Marco Ferro, Riccardo Molino, Lorenzo Tonon, Guglielmo Ulla, Francesco Patelli, Christian Tinto, Stefano Micco.
Lo staff neutrale (e di supporto)
Supervisor: Gianluca Defendini.
Skipper: Daniele Ruzza (il cantoniere comunale addetto alla preparazione e alla "magia" del campo da gioco).
Grafico: Carlo Rondi (che ha immortalato i due volti in una locandina già entrata nella storia del Monferrato).
Non mancherà un arbitro federale.
Gli "ingaggi" rifiutati e il mistero del tamburello-pantalone
Mettere in piedi le squadre è stata un'odissea degna di una commedia all'italiana. Bacchiella ci ha rivelato i retroscena del calciomercato locale: «Inizialmente avevamo messo in piedi una squadra con credenziali pazzesche. Avevamo scelto altri due pezzi da novanta: Luca Marchidan e Luca Tibaldero, ma entrambi il 13 settembre hanno altri impegni. Alla fine abbiamo comunque fatto una selezione degna di una grande competizione».
E per quanto riguarda la preparazione del barbiere? Qui tocchiamo vette di goliardia assoluta.
«Io volevo allenarmi – rivela Guarino - ma all'inizio mi hanno dato un tamburello ridicolo. Pensate che la maniglia era fatta con un pezzo di cinghia dei pantaloni tagliata e avvitata sopra. Non ho parole!». «Mi sono impietosito – ribatte Bacchiella non contenendo le risate - e gli ho regalato un tamburello vero».
Le regole
Per equilibrare le forze in campo, il supervisor dell'evento, il dottor Gianluca Defendini, ha ideato un regolamento a dir poco psichedelico.
La partita si disputerà al meglio dei 16 giochi. La regola d'oro prevede che i due capitani sfidanti debbano subentrare in campo a discrezione dei loro coach.
Enrico Bacchiella: «Gaetano e Christian devono entrare e colpire almeno 8 palline a testa in qualsiasi modo: battuta, volo o al salto. Ma c'è una trappola: se battono e la pallina non supera la metà campo, perdono immediatamente il punto... Un brivido continuo. Comunque tranquilli, la loro presenza in campo durerà pochi minuti, giusto il tempo di colpire le palline e scappare via senza rischiare stiramenti».
Cosa c'è in palio?
La tensione per lo sfottò del lunedì mattina è altissima. «Lunedì mattina a Moncalvo sarà un inferno di prese in giro – rivela Bacchiella -. Abbiamo stabilito che chi perde non potrà presentarsi al bar per almeno dieci giorni. Dovrà fare i giri larghi per il paese per non farsi vedere». Fortunatamente, l'ascia di guerra verrà seppellita subito dopo la partita.
«Finirà tutto a tarallucci e vino – dice Gaetano -. Tutti i partecipanti e i giocatori si ritroveranno a fare una memorabile cena in cascina da me. Perché in realtà non c’è alcuna rivalità e lo scopo vero della manifestazione è ben altro».
La raccolta fondi per la scuola materna
Dietro le battute c'è infatti una causa nobilissima che unisce tutta la comunità di Moncalvo. L'ingresso alla partita sarà infatti completamente gratuito, ma verranno raccolte offerte libere interamente devolute alla Scuola Materna Camossi.
«Ci teniamo tantissimo a questa cosa – dice Christian -. Lo scopo sostanziale, oltre a tenere viva la tradizione del tamburello a Moncalvo, è raccogliere soldi per l'Istituto Camossi. Se qualcuno dona qualcosa per i bambini dell'asilo, siamo contentissimi».
L'appuntamento è quindi per domenica 13 settembre alle ore 15:00 sul campo di Moncalvo.
Che vinca il Barbiere o il Bibitaro, alla fine, poco importa. Perché il vero vincitore sarà il divertimento, insieme alla raccolta per la Scuola Materna Camossi. E lunedì mattina, naturalmente, lo sfottò ripartirà dal bar.
