Max Vacchetto: “L’isolamento, la tesi telematica della mia fidanzata, le lunghe telefonate ai parenti”

Max Vacchetto durante un allenamento "fai da te"

La pallapugno, come tutte le altre attività sportive, sta facendo i conti con il coronavirus e si interroga sul suo futuro. Nel balon era vicinissima la data di inizio dell'attività: il 28 marzo a Niella Belbo era prevista la serata di presentazione delle squadre di A e B e il 4 aprile la disputa della Supercoppa.

Anche la data d’inizio del campionato (11 e 12 aprile) ovviamente slitterà. I giocatori, dal canto loro, vivono in un Limbo, sospesi fra la mancanza di notizie, l'isolamento e l'impossibilità di svolgere gli allenamenti con le usuali modalità. Non fa eccezione Massimo Vacchetto, campione d'Italia, leader carismatico della pattuglia dei battitori di serie A.

Come vive questo momento così particolare?

«Come tutti, con molte incertezze. Mi rendo però conto che la situazione è molto seria, delicatissima e che va affrontata con la massima attenzione, obbedendo alle indicazioni e ai divieti che ci vengono dalle autorità. Non si deve scherzare; bisogna rispettare soprattutto l'invito a stare a casa».

Lei dove si trova?

«Sono fisso a Castagnole Lanze a casa della mia fidanzata Clarissa che nelle ultime settimane è stata impegnatissima con la sua tesi di laurea. Si è appena laureata in via telematica con 110/110, lode e menzione, in Psicologia del lavoro. Un grande risultato in un momento drammatico. Non vedo mai i miei genitori e mio fratello Paolo: i rapporti con loro sono affidati al telefono».

Come si svolge la sua giornata?

«Non mi sveglio prestissimo, poi dedico la mattinata al lavoro e allo studio. Il pomeriggio mi alleno senza uscire di casa. Pesi, bicicletta sui rulli, esercizi a corpo libero. Certo manca la corsa all'aperto e il lavoro sulla palla, ma dobbiamo anche noi rispettare scrupolosamente il divieto di uscire».

Che rapporti ha con i compagni di squadra?

«Con loro e con l'allenatore Gianni Rigo ci sentiamo unicamente attraverso il gruppo di WhatsApp che abbiamo creato: ci confrontiamo e parliamo dei programmi di allenamento preparati dal direttore tecnico. Ho contatti anche con altri giocatori con cui ci scambiamo esperienze, anche se non ci sono molti margini di manovra».

Com’è stata gestita tutta la situazione?

«All'inizio mi pare ci sia stata molta incertezza: occorreva chiarezza subito. Inevitabilmente i campionati slitteranno».

Ci sono stati casi di positività nel vostro mondo?

«Mi pare che, per fortuna, nessun giocatore sia stato contagiato, sennò si sarebbe saputo. Però dobbiamo anche noi cercare di diffondere l'invito a stare a casa. E' troppo importante cercare di bloccare la diffusione del virus. Poi quando le autorità lo decideranno, torneremo in campo».

Per cercare di rompere, almeno psicologicamente, l'isolamento, interessante l'iniziativa di Fabio Gallina, la «voce» della pallapugno, che ha iniziato proprio con Vacchetto senior una serie di interviste in diretta su Instagram (Le storie) durante le quali può intervenire chiunque: 20 minuti di diretta in cui si affrontano i temi del balon legati al momento particolare. Dopo Vacchetto è toccato a Battaglino, poi sarà la volta di tutti gli altri campioni.

 

 



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