Serie A 2026: commento semifinale ritorno

Simone Maschio del Vignale (foto di Pier Giuseppe Bollo)

E’ il Rocca d’Arazzo la prima finalista del 9 agosto che si terrà sul campo di Vignale essendo fuori gioco la squadra locale mentre il Portacomaro si aggiudica in casa la gara due costringendo il Montechiaro agli straordinari per il passaggio in finale alla bella di Calliano in programma domenica prossima alle 16.

Dedica rimandata per la scomparsa di Giovanni Panzini papà del tecnico Stefano e nonno del fondocampista Manuele Tirico. Profondamente stimato nel mondo del tamburello a muro per la sua passione, dedizione e legame autentico con il territorio, un maestro di intere generazioni.

PORTACOMARO 16
MONTECHIARO 12
PORTACOMARO: Paolo Baggio, Matteo Forno, Federico Arrobio, Luca Soffientino, Franco Zitti.
MONTECHIARO: Manuele Tirico, Federico Pavia, Ivan Briola, Mirko Monzeglio, Luca Perotti.
inizia Montechiaro in battuta (2-1, 4-2, 4-5, 7-5, 7-8, 10-8, 10-11,11-13, 12-15)
40 pari Montechiaro 3 Portacomaro 4

Ribaltato il risultato dell’andata al termine di una sfida combattuta giocata sul filo dell’equilibrio con a fare la differenza qualche occasione sprecata dei montechiaresi mancando di incisività nei momenti salienti. Un calo ed un gioco troppo corto confidando in qualche affondo in più di Ivan Briola ha contribuito al successo dei verdi squadra in crescita nell’ultimo periodo.
Il sole non ha inciso particolarmente facendo capolino solo un breve periodo con i locali dalla battuta.
Soddisfatti i ragazzi del presidente Danilo Goia che si sono messi alle spalle lo spauracchio biancoceleste con cui avevano perso di poco e con molti rimpianti nelle ultime due occasioni.

Dopo aver mancato un gioco al rimando sono stati bravi a rimanere aggrappati alla partita e recuperare terreno cambiando l’inerzia del match.

Arriva al momento giusto la mossa vincente di Maurizio Stella di mettere dalla battuta in mezzo Matteo Forno ed il mancino Federico Arrobio dietro. Finale incandescente non chiudendo la partita dal rimando ma facendo dalla battuta quel gioco da evitare quel pari che tanto sapeva di beffa. Decisivi i quattro 15 buttati giù da Franco Zitti.

 
VIGNALE 8
ROCCA 16
VIGNALE: Simone Maschio, Riccardo Molino, Luca Tibaldero, Luca Vergnasco, Stefano Scifo.
ROCCA: Alessio Olivieri, Federico Belvisotti, Elia Volpe, Gabriele Steco, Nicolas Accomasso
Inizia Rocca in battuta (2-1, 3-3, 5-4, 7-5, 10-5, 13-5, 13-8)
40 pari Vignale 1, Rocca 2

Per Sergio Deevasis era questa la vera finale, in effetti il pubblico ha risposto bene con la chiassosa tifoseria del Rocca a sospingere i propri beniamini in un campo in cui i ragazzi di Fulvio Natta si trovano a loro agio. Dai vignalesi soddisfatti al rientro con la nuova società di essere arrivati in semifinale purtroppo per una serie di acciacchi non sono riusciti ad arrivare alla desiderata finale. Complimenti al Rocca che ha prevalso in tutti i 5 incontri stagionali legittimando una superiorità di un gruppo unito, molto ben preparato atleticamente e forte mentalmente per sfruttare a proprio favore i momenti salienti che hanno deciso le sorti dell’incontro. La gara è stata lottata ed intensa nella prima fase con il Rocca bravo ad evitare di partire da 0-3. Fulvio Natta conferma di aver curato particolarmente la fase iniziale per evitare che i vignalesi prendessero il largo. L’equilibrio dura fino al 4 pari e sfruttando bene il time out dal 6-5 scatta fino al 13-5 deliziati dalle giocate dI un ispirato Elia Volpe. Punti acrobatici anche per Nicolas Accomasso con dedica al nuovo arrivato Federico. Il Vignale va in confusione non riuscendo a togliersi dalla casella 5 nonostante l’inversione e di ruoli tra Luca Tibaldero e Riccardo Molino. Arriva un filetto di 3 giochi da rendere meno pesante il passivo grazie a qualche lampo isolato di Luca Vergnasco ma il Rocca passata la buriana riordina le idee e non si fa sfuggire la storica occasione. Adesso arrivati a Roma devono andare a vedere il papa e ci sono due settimane per preparare l’ultimo miglio.

Domenica 2 agosto ore 16 a Calliano: spareggio Montechiaro-Portacomaro.
 
 
Matteo Forno del Portacomaro (foto di Pier Giuseppe Bollo)

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