Castiglione, Margoni: “Sponsor a rischio”

Mario Margoni presidente del Castiglione con la figlia Chiara, segretaria del Comitato di Mantova

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE La stagione è ferma ai box, ma questo non toglie che in casa del Tamburello Castiglione sia forte l’orgoglio per aver raggiunto un traguardo ambizioso quale la promozione in serie A. Il team aloisiano del presidente Mario Margoni aveva già militato nella massima serie negli anni scorsi, ma la stagione 2020 avrebbe avuto un sapore del tutto particolare per l’enorme mole di lavoro che il gruppo dirigente aveva compiuto nei mesi scorsi per riuscire a dire la propria su un palcoscenico di grande prestigio. Uno sforzo organizzativo che può contare sul pieno appoggio dei propri sponsor. «Non si sa – precisa il numero uno del Tamburello Castiglione, Mario Margoni – se questa stagione potrà avere un regolare svolgimento; attendiamo di conoscere le decisioni che verranno assunte dalla Federazione, ma è chiaro che il campionato sarà fortemente condizionato da questa situazione. Da parte nostra siamo concordi che si stia dando priorità alla tutela della salute delle persone e che quindi si riparta quando tutto sarà finito».
La promozione in serie A comunque è un premio che l’intera società si è conquistato con tanto impegno e volontà. Come vi siete preparati a questo campionato?
«Purtroppo abbiamo dovuto praticamente stravolgere l’organico della prima squadra. Agli ordini del dt Enos Ruffoni è rimasto solamente il capitano Alessandro Fraccaro. Con lui ci saranno anche Paolo Perosi e Michel Bissoli che facevano parte della formazione di serie D. Il quadro si completa poi con: Michele Pettenati, proveniente dal Cereta, Dario Andreoli, ex del Palazzolo (Vr), Ivan Carletti, ex del Castelli Calepio, Michele Fraccaro proveniente dal Solferino e Michel Traversi dal Malavicina. Noi ci siamo adoperati con l’intento di allestire un gruppo che potrà dire la sua e puntare ad una salvezza tranquilla».
Tornando alla situazione attuale; qual è il suo pensiero in merito al futuro?
«Ripeto che trovo giusto l’aver bloccato tutto, ma se non si sblocca qualcosa entro fine aprile credo francamente che sarà molto difficile pensare ad un campionato con tutti i crismi che si è soliti riconoscergli. Per questo motivo ritengo che prima di iniziare a giocare è meglio fare le debite valutazioni. Da parte mia preferirei che si tenesse in debita considerazione vari aspetti, tra i quali il fatto che possano venire meno gli stimoli agli sponsor di sostenere la stagione».

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